VORTICI DI PENSIERO

Mi lamentavo qualche giorno fa del fatto che non ci si possa fare compagnia da soli.

Mi spiego: non sono una persona che soffra di solitudine, i miei pensieri, generalmente, sono sufficienti a farmi compagnia. In ufficio continuiamo ad avere giornate fiacche, ma dato che l’azienda non sembra risentirne mi sono rasserenata al riguardo, giornate in cui si lavoricchia, si sbrigano pratiche arretrate, magari ci si inventa elenchi che “magari potrebbero servire se succedesse che..”. E mentre si fa questo si chiacchiera. Gli altri. Io no. Io ho i miei pensieri, e tanto mi basta.

L’altro ieri tentavo di ricordare la formula per risolvere l’equazione ax2 + bx + c = 0

Ho dovuto cercarla in internet, perché non la ricordavo proprio, e una volta trovata ho cercato di ricostruirne mentalmente la dimostrazione.

Di fronte al mio sguardo, evidentemente, vacuo mentre lavoravo mi han chiesto se avessi dei dubbi circa quanto stavo facendo e… cosa potevo rispondere?, sto cercando di dimostrare come si risolva un’equazione di secondo grado?

Ma poi, soprattutto, perché parlare dei fatti altrui (che è sempre ciò a cui si arriva) è più interessante della matematica?

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la vita è corta ma è larga
Questa voce è stata pubblicata in con calma, lavorare stanca, mi sono persa. Contrassegna il permalink.

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