BASTIAN CONTRARIO? NO, SOLO GUSTI DIVERSI

Ci sono giorni, oggi è uno di quelli, in cui percepisco nettamente la disapprovazione divertita che aleggia attorno a me.

Non ho mai cercato di fare qualcosa per distinguermi dalla massa, è vero invece che la massa solo di rado mi ha attratta. E questa situazione è iniziata presto: nel 1983.

Ricordo con chiarezza il cappellino che TUTTI i miei compagni di classe indossavano: nero o blu, di panno, con una piccola visiera e un cinturino attorno. Era brutto. Era “di moda”. A me non piaceva. Nella mia classe l’avevano tutti, anche gli sfigati, io NO. Ed ero, automaticamente, stata catalagata come quella più sfigata di tutti.

Mi piaceva trascorrere i pomeriggi in biblioteca anziché seduta su un muretto al freddo. Altro motivo buono per attaccarmi un’etichetta “secchiona” che, se anche poteva essere reale, non era comunque dovuta alla biblioteca. Studiavo grossomodo un’ora al giorno, ne trascorrevo almeno tre in biblioteca. Lì ho conosciuto persone che sono tuttora i miei più cari amici. Ho ricordo di risate e partite a “piastrelle” (il concetto delle boccie però giocate con dei dischi di plastica piatti, colorati) nei corridoi, di qualche cantata (uno dei due bibliotecari, Carlo, suonava il violino a nostro uso e consumo) e di un sacco di merende fatte insieme. Poi i libri, ovviamente. Devo a MC (IL BIBLIOTECARIO, quello che regna incontrastato nel mio cuore)più di quanto lui possa immaginare: mi ha presentato John Irving e Beppe Fenoglio.

Alle superiori poche novità: mentre le mie compagne (classe tutta femminile, ahimè) si scannavano fra dark e paninari, Duran Duran e Spandau Ballet io mi vestivo con jeans e scarpe da tennis e ascoltavo Simple Minds e Depeche Mode…. non mi truccavo, non fumavo e non bevevo birra. Però guardavo i gran premi!, e in quinta a moroso (incredibilmente!) trovato più di una volta è venuto a prendermi all’uscita, in moto, e siamo andati ad Imola a vedere Mauricio Gugelmin che testava la March!

Vorrei capire come la maggior parte della gente creda che la “diversità” sia pericolosa. Non si accorge proprio che la diversità porta novità e innovazione? Non è mai incuriosita da un piatto mai assaggiato, da uno scrittore sconosciuto, da un paese che non prevede villaggi vacanze modulo all-inclusive braccialetto al polso?

Questa domanda me la sono posta a pranzo, in ufficio, perché abbiamo ordinato una pizza da asporto e, mentre io vagliavo il salame piccante (sostituito poi dai wurstel) si è levato un coro di “salame piccante?! a pranzo?! con tutto quello che abbiamo mangiato durante le feste??!”.

Ma io critico le vostre pizze??! NO, e allora…..

Questo articolo è stato pubblicato in giorni in attesa di giudizio, riflessioni. Includi tra i preferiti il permalink.

5 risposte a BASTIAN CONTRARIO? NO, SOLO GUSTI DIVERSI

  1. timenn scrive:

    Carissima, ho sempre pensato e detto in più occasioni che la diversitrà è un valore… sentirlo dire anche da te mi fa un piacere immenso.
    Peccato non potere mangiare quella tua meravigliosa e stuzzicante pizza.
    Alla faccia di chi si rassicura con le “regole e le consuetudini”.
    Un abbraccio, Claudia

  2. tigli&gelsominO scrive:

    Ciao Claudia!, grazie, grazie, grazie: hai centrato in pieno con il concetto “regole e consuetudini”.
    ma noi proseguiamo per la nostra strada, e Bida ci attende paziente, quando sarai pronta andremo! poi però andremo anche al Chocolat: così potrai incontrare le creazioni di Cristiano.
    un abbraccio, tigli

  3. nataliefinch scrive:

    Personalmente credo che le persone, più che essere spaventate dalla diversità, siano spaventate dalla fatica. Non bisogna riflettere molto per comprare un cappello che hai già visto su centinaia di teste. Per scoprire quale cappello ti piace devi guardarti dentro, domandarti qual è il tuo colore preferito, la tua forma, la tua dimensione. Vale per i cappelli, per la musica, per i film, per ogni cosa. Non solo è faticoso, ma credo che spesso le persone non si guardino dentro per paura di scoprire che quel che c’è dentro non è gran che… idea sbagliata, molte volte. Però mi sembra di poter dire con una certa sicurezza che sia così.

    • tigli&gelsominO scrive:

      ma, dammi un parere “professionale”, non si annoiano mai? la stessa canzone ascoltata e riascolatata alla radio, tutti con gli stessi capi di abbigliamento… ma… non un fa un po’ Cina? la tanto derisa Cina con mandrie di ciclisti in divisa?

  4. nataliefinch scrive:

    Mah. No. Non tutti hanno bisogno di stimoli o di riflessioni per stare bene. Beninteso, io sì. Però, anche se faccio fatica a comprenderlo fino in fondo, devo ammettere che la noia è un concetto molto diverso per le persone… chiamiamole “omologate”. Io in discoteca mi annoio moltissimo, a molte persone piace. Al mio patrigno piace andare a fare legna e se non può farlo si annoia perchè non gli piace stare fermo, io amo il divano e un buon libro.
    Voglio dire, non a tutti piace la fatica mentale, come non a tutti piace la fatica fisica come modo per distrarsi o per passare il tempo libero. Ho colleghe che passano il tempo a leggere riviste e si comprano cose che pare siano famosissime e di cui io non conosco la marca. E i Dodo e Tiffany e scemate così. Quando ho rivolto una domanda molto simile alla tua, mi hanno risposto che il lavoro le stanca talmente tanto che quando ne escono non vogliono leggere o ascoltare niente di impegnativo: quindi leggono Fabio Volo, giornali di gossip, guardano fiction in tv e ascoltano Jovanotti. E lo capisco. Capisco un po’ meno come facciano ad “appassionarsi”. Però “ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia”.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s